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Semplici considerazioni politiche, economiche e di attualità. Uno spazio per discuterne...
POLITICA
20 luglio 2009
Non chiamatela democrazia!
 

In Italia le parole vengono violentate, stuprate, distorte. In questo paese i termini non hanno più significato. Si sente continuamente parlare di democrazia, riferirsene, definire il proprio partito sulla base di essa o convincere gli elettori di averla difesa e diffusa. La gente la desidera e persevera nel ricercarne i tratti ovunque. Chiunque la brama, ne sente l’esigenza come l’aria. "Demos" e "Krateia": la regola del popolo per esso stesso, questo è quello che democrazia significa.
Il significato originale del termine è, però, molto distante dal verificarsi nel nostro paese.Il Primo ministro italiano continua a sottolineare l’idea di esserne un difensore mentre una parte dell’opposizione se ne definisce nel vano tentativo che sia più chiara la sua posizione.
Stuprare una parola: ci sono riusciti. In questo paese democrazia non c’è e il fatto che proprio coloro che hanno contribuito ad estirparla se la mettano in bocca rappresenta la più grande violenza semantica mai avvenuta.
La deriva dell’apparato democratico italiano è avvenuta grazie all’ampliamento della sfera di autocontrollo del potere imposta dal potere stesso. Un potere che ha la pretesa di regolarsi da sè.
L'Italia ha avuto, per molto tempo, un vanto: l'indipendenza della magistratura. Un fiore all'occhiello che molti paesi ci invidiavano. Un "terzo potere" capace di sovrintendere i principi e le basi della nostra Repubblica perseguendo gli scopi nobilissimi della Costituzione. Purtroppo, nel corso di legislature vergognose, la costruzione indipendente dell'impianto giudiziale è venuta sempre meno, smontata da leggi di parlamentari e governi poco raccomandabili mentre i magistrati venivano dati in pasto al popolo dai media perchè colpevoli di fare il loro mestiere. Negli anni di Tangentopoli Di Pietro veniva applaudito per strada. Oggi il pool di Milano viene additato come un manipolo di corrotti giudici "comunisti" perchè hanno eseguito indagini su Berlusconi.
A portare alla stregua di una "Repubblica delle banane" l'Italia ha contribuito fortemente anche l'informazione. Negli States è definita "quarto potere" ed è considerata il vero organo di controllo della democrazia. I giornalisti sono "cani da guardia": informati su tutto, pongono domande scomode e offrono il vero contradditorio in modo da formare un'opinione pubblica correttamente istruita.
I TG iniziano e finiscono con l'economia e la politica e di parlare di ferie, tette e culi neanche l'ombra: ci sono strisce televisive apposite. I giornali non sono finanziati dallo Stato o dai governi e le parti di opinioni (non quelle di fatti) sono dichiarate.
Da noi tutto il contrario.
i Tg scelgono a tavolino cosa raccontare dando ampio spazio a notizie inutili (basta guardare una volta Studio aperto), i giornali sono intrisi di opinioni e seguono l'onda delle poltrone essendo largamente finanziati da contributi statali, esiste una tribuna politica che va in onda sotto il nome di telegiornale (TG4), i giornalisti non fanno contradditorio ma solo domande (di fare domande, ricordo, che è capace anche mia nonna!).
Gli organi che dovrebbero controllare il potere sono stati smantellati ad arte ed il risultato è che l'unico che lo può fare è paradossalmente esso stesso.Senza distinzione di partito la nostra politica, tra i molti danni, ha devastato la magistratura e venduto l'informazione.

Non chiamatela "democrazia".

Chiamatelo "Regime".

 

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POLITICA
16 luglio 2009
Partito atomico

Aprire, anzi, riaprire un blog il giorno dopo lo sciopero della rete contro la legge bavaglio sulle intercettazioni: formidabile! Questo è uno degli innumerevoli, significanti, esempi di come la rete non si possa fermare. Ogni tentativo di bloccarla, di limitarla, è inutile. La voce di internet, la malattia più pericolosa e temuta dalla “Casta”.
Quelli che mi seguivano anche nel blog precedente ricorderanno come io mi accanissi contro la nostra “informazione ufficiale”, quella iscritta ad un albo, quella fatta da “giornalisti”. Un “quarto potere”, per dirla alla statunitense, talmente sciatto da consegnare le chiavi del paese ad una loggia perversa e meschina con un consenso simile a quello del regime.
Da mesi mancava un mio post in rete, ma durante tutto questo tempo non ho smesso di informarmi, di seguire le vicende del paese, di constatare i fatti. L’informazione vera è quella che racconta i fatti e che permette democraticamente di raccontarli, punto.
L’informazione falsa è quella che costringe alle dimissioni l’11 aprile 2009 la giornalista Olga Liuma per aver messo sul suo profilo di facebook un link ad un articolo di Repubblica che criticava il lodo Alfano, oppure quella che decide l’altro giorno di non far più seguire l’informazione vaticana a Roberto Balducci al Tg3 perché ha definito, con un gioco di parole, “quattro gatti” i fedeli che seguivano il Papa. L’informazione falsa è quella che intervista Scajola a riguardo del “Ddl sviluppo” senza muovere una MINIMA OBIEZIONE OGGETTIVA sulla pessima e arrogante scelta del nucleare.
Cattiva informazione e mancanza di opposizione: due ingredienti letali per la democrazia (inesistente) italiana.
In questi giorni si è scatenato il ciclone Grillo come segretario del PD.
Il partito democratico (con la pi e la di minuscole) dovrebbe essere l’ambito politico in cui agire contro il PDL, l’alternativa ai dictat e ai giochi Berlusconiani.
Se si è deciso di fare eleggere il proprio segretario attraverso le primarie, se si vuole dare l’impressione di distinguersi dal PDL per la democraticità nella costruzione del partito, allora che lo lascino candidare. La democrazia a casa mia funziona così: sono gli elettori che decidono chi li deve rappresentare. Dovrebbe essere un meccanismo autoregolante e libero in entrata: tutti dovrebbero potersi proporre, saranno poi le persone a scegliere, saranno i principi democratici a definire gli equilibri. Aggrapparsi a regolamenti e statuti dimostra come il PD abbia sempre più la conformazione di un partito autolesionista e simil-berlusconiano. Un partito che si definisce democratico non dovrebbe far votare il segretario solo tra i prescelti, i cooptati, non dovrebbe vietare alle persone volenterose di candidarsi affastellandosi sui commi e articoli di statuti.
Se democratico vuole essere allora che si batta per la democrazia!
Al Senato è passato il “Ddl sviluppo” che consegna, tra tante altre cose, l’Italia dopo 22 anni al nucleare.
Un telegiornale, un giornale, un G-radio (tranne qualche raro caso) che abbia evidenziato l’inutilità delle centrali atomiche. Esiste il solare, l’eolico, le maree e il nostro governo sceglie di avvelenarci di scorie con una tecnologia sorpassata? E nessuna fonte di informazione che smonta un potere che decide di mettere da parte una scelta legittima del popolo italiano contro il nucleare fatta attraverso un referendum? Sembra più importante Grillo segretario del PD, il Milan che vende un giocatore simbolo a 70 milioni di euro rispetto ad una decisione unilaterale che tocca la sorte di tutti.
Il PD lasci che la democrazia al suo interno faccia il proprio corso non preoccupandosi del candidato e inizi ferocemente a scagliarsi contro il dispositivo di legge sul nucleare. In un paese “normale” basterebbe opporsi anche solo su questo punto per mettere in seria difficoltà la maggioranza. Cominci ad informare! Che organizzi proteste, scioperi, manifestazioni, tavole rotonde, incontri con la comunità scientifica, FACCIA UNA BENEDETTA PROPOSTA DI LEGGE ENERGETICA INNOVATIVA,con la collaborazione dei cittadini e degli scienziati, FACCIA OPPOSIZIONE E LA FACCIA CON UN PROGRAMMA! Il partito democratico deve essere l’alternativa al regime, non la sua naturale collusione. L’arroganza di questo governo, la quale ha esautorato della sovranità il popolo italiano, non trova ostacoli, ne’ nell’informazione, ne’ nell’opposizione.

L’OSTACOLO DOBBIAMO ESSERE NOI!

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