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Non chiamatela democrazia!

 

In Italia le parole vengono violentate, stuprate, distorte. In questo paese i termini non hanno più significato. Si sente continuamente parlare di democrazia, riferirsene, definire il proprio partito sulla base di essa o convincere gli elettori di averla difesa e diffusa. La gente la desidera e persevera nel ricercarne i tratti ovunque. Chiunque la brama, ne sente l’esigenza come l’aria. "Demos" e "Krateia": la regola del popolo per esso stesso, questo è quello che democrazia significa.
Il significato originale del termine è, però, molto distante dal verificarsi nel nostro paese.Il Primo ministro italiano continua a sottolineare l’idea di esserne un difensore mentre una parte dell’opposizione se ne definisce nel vano tentativo che sia più chiara la sua posizione.
Stuprare una parola: ci sono riusciti. In questo paese democrazia non c’è e il fatto che proprio coloro che hanno contribuito ad estirparla se la mettano in bocca rappresenta la più grande violenza semantica mai avvenuta.
La deriva dell’apparato democratico italiano è avvenuta grazie all’ampliamento della sfera di autocontrollo del potere imposta dal potere stesso. Un potere che ha la pretesa di regolarsi da sè.
L'Italia ha avuto, per molto tempo, un vanto: l'indipendenza della magistratura. Un fiore all'occhiello che molti paesi ci invidiavano. Un "terzo potere" capace di sovrintendere i principi e le basi della nostra Repubblica perseguendo gli scopi nobilissimi della Costituzione. Purtroppo, nel corso di legislature vergognose, la costruzione indipendente dell'impianto giudiziale è venuta sempre meno, smontata da leggi di parlamentari e governi poco raccomandabili mentre i magistrati venivano dati in pasto al popolo dai media perchè colpevoli di fare il loro mestiere. Negli anni di Tangentopoli Di Pietro veniva applaudito per strada. Oggi il pool di Milano viene additato come un manipolo di corrotti giudici "comunisti" perchè hanno eseguito indagini su Berlusconi.
A portare alla stregua di una "Repubblica delle banane" l'Italia ha contribuito fortemente anche l'informazione. Negli States è definita "quarto potere" ed è considerata il vero organo di controllo della democrazia. I giornalisti sono "cani da guardia": informati su tutto, pongono domande scomode e offrono il vero contradditorio in modo da formare un'opinione pubblica correttamente istruita.
I TG iniziano e finiscono con l'economia e la politica e di parlare di ferie, tette e culi neanche l'ombra: ci sono strisce televisive apposite. I giornali non sono finanziati dallo Stato o dai governi e le parti di opinioni (non quelle di fatti) sono dichiarate.
Da noi tutto il contrario.
i Tg scelgono a tavolino cosa raccontare dando ampio spazio a notizie inutili (basta guardare una volta Studio aperto), i giornali sono intrisi di opinioni e seguono l'onda delle poltrone essendo largamente finanziati da contributi statali, esiste una tribuna politica che va in onda sotto il nome di telegiornale (TG4), i giornalisti non fanno contradditorio ma solo domande (di fare domande, ricordo, che è capace anche mia nonna!).
Gli organi che dovrebbero controllare il potere sono stati smantellati ad arte ed il risultato è che l'unico che lo può fare è paradossalmente esso stesso.Senza distinzione di partito la nostra politica, tra i molti danni, ha devastato la magistratura e venduto l'informazione.

Non chiamatela "democrazia".

Chiamatelo "Regime".

 

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Pubblicato il 20/7/2009 alle 0.44 nella rubrica diario.

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